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Palermo Monte Pellegrino Rischio di frane 23/11/2012

Palermo Monte Pellegrino Rischio di frane

Costerà in tutto circa 15 milioni di euro la messa in sicurezza di Monte Pellegrino.Palermo Monte Pellegrino Rischio di frane ad annunciarlo è il sindaco di Palermo Leoluca Orlando durante la conferenza stampa convocata questa mattina a Villa Niscemi sul rischio geomorfologico del Monte.á A seguito dell’ultimo crollo avvenuto il 31 dicembre sul versante del lungomare dell’Addaura, l’amministrazione comunale, insieme all’Università di Palermo, ha avviato una serie di “interventi e monitoraggio dell’intero Monte Pellegrino – sottolinea il sindaco – volti a non dover più correre dietro le emergenze”. Il Comune avanzerà alla Regione una richiesta di ampliamento del Pai (Piano strategico per l’assetto idrogeologico) relativo a Monte Pellegrino che inserisca nuove aree che vanno dall’Arenella a Valdesi, via Monte Ercta e viale Diana nella classificazione R4 (zona a massimo rischio) e P4 (ad alto rischio). Il sindaco ha anche emanato una direttiva che vieta nuove costruzioni o interventi di demolizione e costruzione nelle aree maggiormente a rischio crolli, mentre sono concessi i lavori di ristrutturazione delle case già esistenti.  

Eppure nel corso degli anni,

Palermo Monte Pellegrino Rischio di frane grossi massi hanno continuato a staccarsi dalla montagna. Mettendo in grave pericolo i cittadini e determinando l’inaccessibilità ad una parte alquanto estesa del Cimitero dei Rotoli, a Vergine Maria.

PALERMO – Cedimenti, frane, crolli.

Da monte Gallo a Monte Pellegrino cresce l’allarme. Chi abita all’Addaura o nei pressi del parcheggio a tre piani di via Tolomea convive con la paura da anni. L’ultimo crollo in via Monte Ercta, ad esempio, risale soltanto allo scorso settembre.

Palermo Monte Pellegrino

Una scia di incidenti con conseguenti danni alle abitazioni che preoccupa i residenti delle zone a ridosso dei due versanti. “Si tratta di costoni a rischio, molto attivi. La loro pendenza è quasi totalmente verticale, quindi ad ogni smottamento le abitazioni vicine possono essere coinvolte”, a spiegarlo è il professore Valerio Agnesi, docente di Geomorfologia della scuola delle Scienze di base e Applicate dell’Università di Palermo, che aggiunge: “Lo stato di fratturazione di queste pareti rocciose viene inevitabilmente intaccato dalle piogge abbondanti, come è accaduto in questi giorni, oppure dai terremoti.

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