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Palermo, nei cimiteri non c’è più posto “Una settimana con papà morto in casa” 24/07/2012

“Una settimana con papà morto in casa”

Quindici giorni di attesa per avere un loculo. Le imprese funebri accusano il Comune: “È l’ente che per legge deve garantire degna sepoltura”

di ARIANNA ROTOLO

Le bare in deposito al cimitero dei Rotoli

PALERMO – Una settimana con il morto in casa perché al cimitero non c’è posto. A meno di possedere una tomba gentilizia, o di richiedere la sepoltura nella terra, l’attesa per un loculo nei cimiteri cittadini è ormai di due settimane. Una delle quali trascorsa dai familiari con la salma in casa. Nella camera mortuaria del cimitero di Sant’Orsola, così come in quella del cimitero di Santa Maria dei Rotoli – le uniche strutture che accolgono i feretri per più giorni in attesa della sepoltura – non c’è più spazio. “Mio padre è morto in ospedale giovedì – racconta Roberta C. – e ancora, nonostante siano trascorsi sei giorni (sette con oggi, ndr), attendiamo che si liberi un loculo a Sant’Orsola. Lì, non c’è spazio nemmeno nella camera mortuaria. I miei familiari sono contenti, perché dicono che papà sta più tempo con noi, ma io la trovo una cosa assurda”. “È vero, l’attesa per la sepoltura in un loculo è di circa due settimane – spiega uno dei più grossi impresari funebri di Palermo, che però chiede di non essere citato – e noi siamo costretti a lasciare la salma, nella bara sigillata, a casa dei familiari”.

Nella struttura cimiteriale di via del Vespro, infatti, così come confermano gli impresari funebri, la lista d’attesa è piuttosto lunga. Ogni settimana, in media, il personale dell’ente Santo Spirito svuota circa 15 loculi che hanno scadenza trentennale, quelli assegnati negli anni Ottanta, ma non si riesce comunque a fronteggiare l’emergenza: a Palermo i morti sono una media di sedici al giorno. Oltretutto, per la “giacenza” delle bare in deposito, scatta una tassa giornaliera di sette euro. Un costo che va ad aggiungersi, ai due-tremila euro spesi per l’acquisto di un loculo a muro. Da Santo Spirito addossano la colpa al Comune: “Abbiamo 31 bare in deposito che hanno già tutte una destinazione – spiega Antonino Adamo, direttore dell’ente Santo Spirito, gestore del cimitero di Sant’Orsola – e non possiamo accoglierne altre perché, al momento, non abbiamo altri loculi disponibili, ad eccezione di quelli nelle cappelle gentilizie. La scelta di custodire la bara in casa è del tutto personale. Il nostro camposanto appartiene a una fondazione e per questo, da parte nostra, non sussiste alcun obbligo di tumulare. È dovere dell’amministrazione comunale, così come previsto dal regolamento di polizia mortuaria, garantire una degna sepoltura ai cittadini”.

E nel cimitero comunale di Santa Maria dei Rotoli la situazione non è affatto migliore: A Vergine Maria ieri mattina erano 130 i feretri accatastati in deposito. “Gli unici posti disponibili si trovano nei campi d’inumazione – spiega Nicola Presti, dirigente sindacale Rsa Uiltucs della Gesip – e i tempi medi d’attesa oscillano tra i 15 e i 20 giorni. Non c’è alternativa, purtroppo”. La carenza ormai cronica di spazi viene aggravata dal recente guasto alla canna fumaria del forno crematorio, l’unico impianto presente in tutta la Sicilia. Una decina di salme, ormai da oltre un mese, si trovano custodite nelle celle frigorifere. L’allarme legato ad uno rischio igienico-sanitario dunque è ormai alle porte. E al momento, non s’intravedono altre possibili soluzioni. Con l’arrivo dell’estate, poi, l’emergenza rischia di espandersi ulteriormente. Ogni anno, soltanto a Palermo, si registrano circa 6000 decessi. “Il Comune deve garantire il servizio di sepoltura – commenta ancora l’impresario funebre – per quello che possiamo, cerchiamo di andare incontro alle esigenze dei cittadini, ma non possiamo negare che siamo ormai al collasso”.

 (28 marzo 2012) © RIPRODUZIONE RISERVATA

via Palermo, nei cimiteri non c’è più posto “Una settimana con papà morto in casa”  – Palermo – Repubblica.it.

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